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Come curare la Leptospirosi

Indice dei contenuti

Ma cos’è la Leptospirosi?

Trasmessa dai roditori, suini e bovini la Leptospirosi animale è una grave malattia infettiva acuta sistemica di tipo vasculitico, per fortuna curabile se presa per tempo.

La Leptospirosi interrogans (nome eziologico) se non curata prima dell’arrivo ad uno stadio avanzato, può essere letale per il tuo cane. Tende a essere più frequente in primavera e in autunno, a causa della minore umidità dell’aria e della temperatura media moderata.

La leptospirosi nel cane è classificata come zoonosi, cioè come malattia potenzialmente trasmissibile dall’animale all’uomo. E’ costantemente monitorata dal SSN (Servizio Sanitario Nazionale).

Come prevenire la Leptospirosi nel cane?

Come abbiamo visto la Leptospirosi nel cane è una patologia molto seria, alla quale prestare massima attenzione. Essendo una malattia degenerativa, è bene capire come poter prevenire l’insorgere della malattia proteggendo il tuo cane.

Per ridurre i rischi di contrazione dell’infezione batterica, evitare di far bere ai cani da acque non potabili, pozze e sorgenti che potrebbero essere inquinate.

Il cane può contagiarsi per ingestione o leccamento delle urine infette.
Le urine di ratto ricordano l’odore di quelle delle femmine in calore e i cani maschi ne sono particolarmente attratti.

In presenza di abrasioni della pelle è possibile contrarre la Leptospirosi per via organica.

Un altro sistema di prevenzione è quello di effettuare annualmente esami del sangue completi e analisi delle urine o delle feci.

Ovviamente il miglior sistema di prevenzione è la vaccinazione.
Nel caso specifico il Nobivac L4: stando a quanto dichiarato, il vaccino agisce insegnando al sistema immunitario (il naturale sistema di difesa dell’organismo) a difendersi dalla malattia.

Quando i cani ricevono Nobivac L4, il sistema immunitario riconosce il batterio contenuto nel vaccino come “estraneo” e produce anticorpi contro di esso..

Se successivamente il cane dovesse nuovamente entrare in contatto con i batteri del genere Leptospira, il sistema immunitario sarà in grado di reagire più rapidamente. Ciò contribuirà a proteggerlo.

Il vaccino si somministra a partire dalle 9 nove settimane di vita del cucciolo, la prima volta attraverso due somministrazioni ad intervalli di tempo di 4 settimane l’una dall’altra.

Dopodiché è necessario il richiamo annuale, per mantenere efficace il vaccino.

Prevenire la Leptospirosi nel cane - Vaccino annuale Nobivac L4

Come si manifesta la Leptospirosi nel cane?

E’ importante sapere cosa comporta e come riconoscere subito la Leptospirosi nel cane, per correre ai ripari immediatamente.

Tra i sintomi possibili possiamo elencare:

  • Febbre alta
  • Inappetenza e/o perdita di peso
  • Abbattimento, anoressia
  • Congestione mucosale
  • Ittero (mucose giallastre)
  • Polidipsia
  • Vomito
  • Diarrea
  • Anuria (riduzione della quantità di urina)
  • Depressione, letargia e/o scarsa vitalità
  • Ematuria (sangue nelle urine).
  • Paresi del terzo posteriore
  • Difficoltà respiratoria
  • Tosse

Alcune di queste sono davvero invasive sull’animale, causando dolore e sofferenza. In linea generale è una malattia dal periodo di incubazione che va dai ai 12 giorni e, se non trattata può portare al decesso dell’animale.

Per questo effettuare controlli annuali, possono essere efficaci per scoprire per tempo la sua insorgenza.

Come curare la Leptospirosi nel cane

Il medico veterinario dopo aver accertato la presenza dell’infezione da batteri del genere Leptospira, valuterà lo stato di salute dell’animale ed in base a quello, opterà per vari trattamenti.

Sicuramente il ricorso ad antibiotici è tra le strade più percorse.
In caso però di insufficienza renale è necessaria fluidoterapia e diuresi forzata con diuretici. Se il cane invece, presenta anemia o coagulopatie si deve ricorrere a una trasfusione di sangue.

Ed anche questo articolo è giunto al termine.
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Emanuele Polloni - Centro Cinofilo Pike
Emanuele Polloni - Centro Cinofilo Pike

Appassionato di Cinofilia fin da bambino, segue le orme del padre, diventando addestratore ufficiale ENCI per cani da compagnia, preparatore sportivo e specialista in recupero comportamentale.

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