News Cinofile del Centro Cinofilo Pike

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn

Filaria nel cane: sintomi, trattamenti e prevenzione

La filaria nel cane - sintomi, trattamenti e prevenzione

Indice dei contenuti

La dirofilaria immitis o dirofilaria repens (a seconda del parassita veicolato) meglio conosciuta come filaria nel cane è un parassita nematode (verme tondo e lungo) veicolato dalle zanzare.

Recenti studi identificano nella zanzara tigre, la maggiore responsabile nella diffusione della malattia rispetto alla zanzara comune.

Diffusa in tutto il mondo, in Italia si registra la maggiore pericolosità nel Nord Italia: i soggetti maschi (ma anche le femmine) che vivono all’aperto sono considerati più a rischio di contrazione della malattia.

Esistono due tipologie di filaria nel cane:

1. Filariosi cardio-polmonare: scaturisce dal parassita dirofilaria immitis ed è quella più grave e pericolosa;

2. Filariosi sottocutanea: meno grave della cardiopolmonare ed è scaturita dal parassita dirofilaria repens.

La più conosciuta e pericolosa, che tratteremo in questo articolo è la filariosi cardiopolmonare. La sua definizione deriva dal fatto, che il parassita (verme lungo e tondo) si insinua generalmente nel cuore destro e nell’arteria polmonare.

La zanzara portatrice della malattia, attraverso la puntura del cane, inietta il parassita nella sua forma larvale. Queste larve una volta adulte, grazie ai flussi sanguigni dell’animale si spostano fino ad arrivare a cuore e polmoni.

Questo processo dura dai 6 ai 7 mesi, dopodiché il parassita inizia a riprodursi e, se l’animale viene di nuovo punto dalla zanzara, essa immagazzina il parassita (le larve per la precisione) andando ad infettare un altro animale e così via…

Questi vermi presenti all’interno, diventati adulti, assumono dimensioni ragguardevoli: i maschi intorno ai 17 cm e le femmine arrivano anche ai 30 cm di lunghezza.

Se non trattata la filaria nel cane può portare alla morte. Nei soggetti di piccola taglia, può bastare anche un solo verme di quelle dimensioni, per causare gravi danni.

Capita frequentemente infatti, che si formino dei trombi (coaguli di sangue) che portano ad ostruzione dei vasi sanguigni, durante il tragitto che li porta verso cuore e polmoni.

Filaria nel cane Filariosi cardiopolmonare

I sintomi della filaria nel cane

La filaria nel cane nella sua forma cardiopolmonare è una patologia molto grave e degenerativa. Stiamo parlando per altro, di una malattia molto subdola perché non si manifesta rapidamente.

I vermi per riprodursi e diventare adulti, impiegano molto tempo e, nelle razze di taglia molto grande, possono passare anche alcuni anni, prima che arrivino i primi sintomi percettibili.

Quanto appena scritto, va comunque preso col beneficio del dubbio, perché dipende molto anche dalla resistenza del soggetto.

A livello scientifico viene classificata in 4 stadi differenti la filaria nel cane:

Classe 1: è la fase meno grave detta anche subclinica. Al medico veterinario che effettua il test antigenico, il cane risulta essere positivo, ma ancora non presenta sintomi. Probabilmente è stato contratto il parassita da circa 6 mesi;

Classe 2: si tratta della fase detta anche moderata. I parassiti sono adulti e si stanno riproducendo. Iniziano ad esserci sintomi quali: stanchezza, tosse, difficoltà respiratorie, soffi cardiaci, dimagrimento.

I parassiti della filariosi cardiopolmonare hanno raggiunto le arterie polmonari ed il cuore. Hanno anche raggiunto dimensioni tali, da iniziare appunto, a sviluppare nel cane sintomi preoccupanti;

Classe 3: la malattia assume forma grave. I parassiti circolano da troppo tempo nel cane, hanno raggiunto numero e dimensioni tali, da causare problemi seri nel cuore e nelle arterie polmonari.

Oltre ai sintomi della classe 2, si registrano: epistassi (perdita sangue dal naso), embolie, insufficienza cardiaca destra e anemia;

Classe 4: la malattia è nel suo ultimo stadio ed assume forma molto grave. Definita anche sindrome della vena cava. I parassiti hanno invaso totalmente arterie polmonari e cuore destro.

Hanno inoltre, iniziato la loro risalita fin verso la vena cava (da qui il nome sindrome della vena cava) ostruendola completamente.

Sono evidenti in questa fase, edemi (gonfiore) sugli arti inferiori, nel collo e nella testa. La vita dell’animale è compromessa.

Il trattamento della filaria nel cane

Seppur non di semplice attuazione, a seconda dello stadio in cui si trova la malattia di filariosi cardiopolmonare, è possibile tentare di curarla.

La prima cosa da fare per il medico veterinario, è quella di capire dove si trovano questi parassiti. D’istinto potresti pensare che basta “ucciderli” tramite terapia farmacologica, ma si deve prestare molta attenzione:

trattasi di vermi che se non estratti chirurgicamente, possono creare – come letto in precedenza – dei coaguli di sangue dettati dalla loro ostruzione.

Inoltre, la terapia farmacologica non è priva di effetti collaterali. Si somministra infatti, un farmaco tossico e particolarmente doloroso, per circa 60 giorni.

La scelta terapeutica migliore per la filaria nel cane dipende da diversi fattori: lo stile di vita dell’animale, il grado di infestazione e stadiazione della patologia tramite gli esami sopra elencati.

Sarà quindi il medico veterinario a determinare come intervenire, a seconda della gravità e del quadro clinico generale.

Prevenire la filaria nel cane

Il buon detto dice “prevenire è meglio che curare”. Trattandosi di una patologia seria e particolarmente dolorosa per l’animale, in questo caso non c’è frase più veritiera di quella.

Ma…come si fa la prevenzione?

Si deve effettuare annualmente il test ematico. Un piccolo prelievo di sangue e la tua clinica veterinaria è immediatamente in grado, di verificare la presenza o meno delle microfilarie L1.

Ma ancor meglio è effettuare la così detta chemioprofilassi. Fin dalla tenera età, come avviene per pulci e zecche, il cane deve essere trattato con farmaci per uso orale o topico mensilmente.

Infatti, i cani che vivono in zone endemiche (alta concentrazione di zanzare) sono fortemente a rischio contrazione della filaria cardiopolmonare.

Evidenze scientifiche hanno dimostrato come i farmaci attualmente in commercio (ivermectina, milbemicina ossima, moxidectina e selamectina) sono molto efficaci e sono tra i farmaci più sicuri tra quelli in uso nella medicina veterinaria.

In conclusione: è possibile prevenire la filaria nel cane, seguendo questi semplici ma fondamentali accorgimenti di test e controllo, insieme a profilassi adeguata.

Per ulteriori dettagli, fai sempre riferimento al tuo medico veterinario.

Emanuele Polloni - Centro Cinofilo Pike
Emanuele Polloni - Centro Cinofilo Pike

Appassionato di Cinofilia fin da bambino, segue le orme del padre, diventando addestratore ufficiale ENCI per cani da compagnia, preparatore sportivo e specialista in recupero comportamentale.

Seguici su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

«Chi non ha avuto un cane non sa cosa significhi essere amato»